Renault e Sanef per lo sviluppo della guida autonoma in autostrada

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Renault e Sanef assieme nello sviluppo per la guida autonoma.  La Casa francese e il primo operatore mondiale del settore autostradale hanno deciso di sviluppare le comunicazioni tra i veicoli autonomi e le infrastrutture stradali. E testare il passaggio delle barriere dei caselli autostradali e l’avvicinamento alle zone di lavori. Questa partnership contribuisce agli obiettivi comuni tesi a migliorare la sicurezza stradale. Per eliminare la mortalità sulle strade e creare un’esperienza di guida “eyes off/hands off”, nella prospettiva di offrire tempo libero ai viaggiatori.

«Il miglioramento della sicurezza dei conducenti, dei passeggeri e degli altri, grazie a veicoli autonomi, esige che gli attori governativi e privati lavorino insieme. Per mettere in comune le loro competenze» Ha deo spiegato Mathieu Lips, a capo di questo programma d’innovazione. «Il nostro obiettivo è lavorare con il Gruppo Sanef per sviluppare nuove soluzioni per la sicurezza. E proporle il più rapidamente possibile ai nostri clienti, per favorire spostamenti più confortevoli con una guida autonoma senza interruzioni».

Nell’ambito di un’impostazione ecosistemica di open innovation, lo sviluppo dei veicoli autonomi è diretto dal Gruppo Renault, con il supporto dei migliori esperti. Le aziende lavorano insieme per plasmare il veicolo del futuro, integrando le infrastrutture, connettendo i veicoli tra loro e all’infrastruttura (V2X), nell’ambito del progetto europeo SCOOP. Questa sperimentazione, realizzata in Francia, con i prototipi autonomi messi a punto da Renault, rappresenta una prima tappa che sarà prossimamente estesa ad altri Paesi.

«Siamo convinti che i veicoli autonomi abbiano bisogno dello sviluppo di un’infrastruttura di grande qualità. È per questa ragione che il Gruppo Renault e il Gruppo Sanef lavorano insieme su questa innovazione mondiale. I nostri obiettivi in termini di sicurezza stradale e tecnologia stradale convergono». Ha ribadito Édouard Fischer, Direttore delle Tecnologie e dei Sistemi del Gruppo Sanef.

Un’operazione semplice come il passaggio delle barriere al casello o di una zona di lavori rappresenta una sfida cruciale per i veicoli autonomi, nell’ambito di un tragitto continuo “eyes off/hands off”. È a questa sfida che rispondono il Gruppo Renault e il Gruppo Sanef, per proporre un’esperienza di guida più sicura.

Come funziona il passaggio della barriera di un casello autostradale

Il Gruppo Renault e il Gruppo Sanef hanno avviato un progetto pilota a giugno 2016. Per studiare il comportamento dei veicoli autonomi di Renault all’avvicinamento alle barriere dei caselli e alle zone di lavori. Questa sperimentazione è realizzata in Normandia, sull’autostrada A13, grazie all’infrastruttura connessa (V2X) sviluppata dal Gruppo Sanef. Il test continuerà fino a metà 2018.

Per il passaggio ad una barriera di un casello autostradale

1. Il veicolo riceve l’informazione dall’infrastruttura, circa un chilometro prima del casello, per accedere a una fila accessibile. Compatibile con i veicoli autonomi. Prima di arrivare in zona, il veicolo anticiperà la sua posizione e adatterà la velocità. Riducendola grazie ai pannelli di segnaletica. L’avvicinamento alla barriera del casello è un punto cruciale con l’assenza di segnaletica orizzontale al suolo. Per assicurare la guida, il veicolo autonomo di Renault utilizza linee virtuali. Derivate da una mappa dei luoghi ad alta definizione. L’accesso alla corsia dedicata avviene a una velocità inferiore a 30 km/h. Mentre i sensori mantengono il veicolo al centro della fila.

2. Durante la fase di accelerazione, viene utilizzato lo stesso sistema di corsia virtuale. Ovviamente, il veicolo è anche in grado di rilevare la presenza degli altri veicoli. E adatta di conseguenza il suo comportamento e la traiettoria. Non appena ritrova la segnaletica al suolo, il veicolo autonomo di Renault può continuare normalmente il suo tragitto.

Ultima modifica: 11 luglio 2017